I bambini di Bridgebloom: ABRAHAM
Abraham è il ragazzino più grande della classe di Blanche; sembra ancora più grande per via del suo altezzoso contegno. Sempre composto ed ordinato, indossa abiti eleganti e costosi, probabilmente un lascito dei suoi genitori. Abraham è molto alto per la sua età, i suoi capelli corvini sono corti e pettinati con la riga sulla destra; risalta il fatto delle sue origini benestanti. Il viso è pallido le guance scarne, Abraham è poco avvezzo ad uscire all'aperto; non gli piace mescolarsi con gli altri. Possiede un'intelligenza superiore al comune, si applica nello studio anche se impara le nozioni in maniera mnemonica, tralasciandone l'autentico significato. E' molto orgoglioso sia di se che della sua intelligenza, si reputa migliore anche degli adulti che lo circondano; li considera stupidi. Il suo carattere è lugubre, spesso fa riferimenti alla morte, anche se è evidente che si tratta solo di un pretesto per scioccare. Gode di grande rispetto dagli altri bambini che temono l'immagine di mistero che si è creato. Abraham non ride mai, non gioca mai, parla pochissimo e non con tutti; i suoi genitori erano dei ricchi mercanti o almeno così sostiene. Le sue origini sono l'argomento che preferisce, dato che si considera più altolocato dei poveri bimbi di strada. Asserisce che i suoi genitori commerciavano in spezie e sete; morirono per una grave epidemia diffusa da alcuni tessuti importati da lontane terre ad est. Non è possibile sapere se questa sia solo una fanfaronata, sicuramente è un ragazzino colto con un'educazione ed un modo d'esprimersi migliori; ma è anche vero che risiede a Bridgebloom da molto tempo, abbastanza da essere il più anziano. Detesta i forti rumori e la confusione, è sempre il primo a mettere in riga i compagni; anche se lo fa solo per attirare l'attenzione su di lui. Abraham è un'autentica istituzione all'interno dell'istituto, coccolato dalle inservienti che lo trovano garbato e pulito; non sopporta di essere secondo o snobbato. Odia profondamente chiunque cerchi di dargli dei buoni consigli, sbagliare per lui non è una alternativa; questo lo rende antipatico ai più, anche se nessuno ha il coraggio di dirglielo in faccia.