Il pagliericcio umido alle prime luci del giorno, l'odore degli escrementi degli animali ed il barrito d'un vecchio elefante malato; questo per Blanche era il circo. I due metri quadrati della sua gabbia con le ruote, abbandonata tra gli altri carrozzoni ed il tendone rosso e bianco che la notte la copriva. Per gli spettatori era un giorno di festa, espediente per infiammare i sensi, fanfare ed i tamburi, le risate dei bambini ed il fumo pesante e le bestemmie degli adulti. Laggiù, isolata tra il nano e la donna barbuta, un mostro tra i mostri; perché dietro quella maschera variopinta un clown ha la faccia di uomo, Blanche solo quella del mostro. Ogni giorno qualche bambino curioso, sollevava il tendone dalla parte più nascosta e meno in vista. Poi strisciando, con la testa ben incollata all’erba, dava la prima occhiata all’interno, quasi sempre, scomparivano le ultime paure e gli ultimi scrupoli, lasciando lo spazio al dileggio. Blanche ricorda i primi giorni di prigionia, una bambina intrappolata da dodici sbarre e da una pesante massa tumorale che le invadeva il corpo. In quei lontani giorni, quando la notte era fredda e la pioggia crudele, Blanche aveva paura, proprio come gli altri bambini. Allontanata a forza dalla sua casa, costretta a vivere in condizioni pietose al ludibrio di estranei, la bimba tremava, ma non era quello che vedevano gli spettatori paganti; le non era una bambina, ma una curiosità da fiera, la dama di resina e null'altro, come può rapportarsi un mostro ai sentimenti? Un mostro non dovrebbe provarli. Il mondo non cambia, dipende solo da che lato stai della gabbia; il circo è un gioco, ma non è un gioco per tutti, per alcuni è una casa, per altri una scusa, per pochi l'inferno. Blanche cresceva e con lei il suo tumore, quello che le devastava la pelle e quello al di fuori della sua prigione, quel tumore che si passa da sorriso a sorriso e che affonda il cuore. Quanti anni costellati di giorni sempre uguali erano passati nella completa solitudine? "Venghino lor signori, venghino! Dalla lontana Invidia, terra di incanti e misteri, solo per oggi l'incredibile dama di resina! Per solo due biglietti potrete rimirare la più tremebonda creatura del mondo! Abbiate pur timore e non avvicinatevi alle sbarre, se non volete essere divorati dalla sua carne! La leggenda vuole che sia stata vomitata da un antico acero millenario..." Quante volte aveva sentito il ripetersi di questa assurda recita? La sola speranza che le rimaneva risiedeva nel suo male, Blanche pregava, affinchè arrivasse la morte e stendesse il suo pietoso velo su chi non avrebbe mai dovuto nascere; ma la morte non voleva la sua anima, la terra rifiutava il suo corpo. L'inferno non ha limiti e non è circoscritto in un unico luogo; perché dov'è l'inferno, lì noi sempre saremo. Panem et circenses.